Museo Revoltella
 




Un ritratto di gruppo che bene rappresenta la borghesia mercantile triestina degli anni della Restaurazione è senz’altro “La famiglia de Brucker”, uno tra i dipinti più noti di Giuseppe Tominz. I personaggi raffigurati sono Luigi de Brucker, la moglie Maria Amalia nata Holzknecht e il figlio Federico ripresi a mezza figura sullo sfondo della loro ricca casa. E’una famiglia di origine tedesca, giunta a Trieste ai tempi dell’occupazione francese (1808) assieme a un altro nucleo famigliare, i Buchler, con i quali costituì una importante società commerciale.Il successo rapido di questi imprenditori si riflette nel dipinto anche attraverso l’ostentata ricercatezza degli abiti, specialmente quelli della protagonista femminile, che indossa anche un vistoso corredo di gioielli. La moda degli anni trenta imponeva maniche particolarmente rigonfie, ampie scollature e gonne amplissime, di cui l’abito in seta azzurra della signora de Brucker rappresenta una puntuale interpretazione, così come era in voga in quel tempo la pettinatura raccolta in un’alta ‘torretta’ (in questo caso ornata da un filo di perle) accompagnata da due bande di riccioli. Ugualmente “à la page” è lo scialle in cachemire, in linea con il gusto orientaleggiante del tempo. Ma il ritratto vuole esprimere anche un altro valore fondante della società borghese: l’unità della famiglia, che si esprime simbolicamente nella centralità del bimbo, nell’intreccio delle mani, nel simbolo del frutto che il piccolo stringe nella manina sinistra. Giuseppe Tominz, goriziano di nascita e giunto a Trieste verso il 1825, fu particolarmente apprezzato per i ritratti di famiglia di gusto “Biedermeier”, nei quali dava prova di sapere interpretare efficacemente le singole personalità e, nel contempo, i valori comuni. Ma soprattutto sapeva riprodurre, come nessun altro, stoffe, gioielli, mobili e porcellane, creando sempre effetti di straordinaria verosimiglianza.
Divenuto famoso questa sua bravura, operò con successo fino al 1850. In vecchiaia tornò a Gorizia, dove morì





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