Museo Revoltella
 




Il dipinto proviene dalla collezione di Antonio Caccia, un personaggio particolarmente significativo nella Trieste dell’Ottocento: letterato, musicista, amante delle arti e dei libri (possedeva una ricca quadreria e una copiosa biblioteca) fece parte del primo consiglio del Circolo artistico di Trieste. Nel 1927 il Museo Revoltella (insieme con il Museo di Storia e Arte) entrÚ in possesso della sua importante raccolta di opere d’arte. “Rara e suggestiva ripresa della Piazza S. Marco nella prima metà dell’Ottocento. La vocazione dell’Inganni alla veduta e al corretto uso della prospettiva ñ fu allievo del Migliara all’Accademia di Brera ñ viene in questo caso completata dalle intenzioni realistiche, che rivelano l’influenza del Ceruti, una componente facilmente riscontrabile del resto nella sua vasta produzione di genere, dove il pittore, eseguendo per lo più scene di vita contadina, definisce personaggi dai volti riconoscibili, che rivelano spesso la fatica del lavoro. Ecco che allora i reali protagonisti del dipinto diventano i numerosi personaggi che animano la scena in primo piano: a sinistra troviamo un turco che si sofferma a parlare con una coppia, subito dopo un pescatore è intento a portare delle ceste col pesce, mentre qualche passo più in là un fanciullo sta acquistando qualche grappolo d’uva. Va osservata l’attenzione per il dettaglio, che porta Inganni a raffigurare persino le iscrizioni dei negozi e delle osterie che si affacciano sulla piazza”. ("Dall’aquila al leone", catalogo della mostra, Trieste, Civico Museo Revoltella, Verona 1995, p. 41)






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