Museo Revoltella
 




"Per dimostrare la mia ricerca di fondere il concetto vita con la realizzazione plastica, ecco brevemente com'è nata la mia opera Estate. S'era d'estate ed io vivevo sulla spiaggia: vedevo giovani immergersi nel mare, uscirne grondanti, rituffarsi, saltare, gridare, nuotare. Nella panica gioia per quel contatto con l'acqua e in tutto quel muoversi io ravvisai l'estate. Scelsi una di quelle donne che si bagnavano a modello per la mia statua, ma guardando lei pensavo a tutte le bagnanti che vivono e partecipano della generosa stagione. Nella statua ogni istinto creativo è stato dominato da una coscienza plastica. L'impulso del movimento era rimasto vivo ma accuratamente controllato. Era questa la prima opera che, nata dal mio istinto, fosse modellata con l'aiuto della piena consapevolezza. Nulla vi era di accidentale e nulla avevo trascurato per lasciar libera la mia ispirazione. Avevo guardato al modello per comprenderlo, non per copiarlo, pur tenendolo costantemente vicino, facendolo gridare e ripetere continuamente il movimento. Non volevo avere davanti a me una cosa morta, ma un essere pulsante, perché una figura in moto suggerisce una plastica completamente diversa da una figura immobile" (M. Mascherini, La mia scultura, in "Le Tre Venezie", Venezia, aprile 1941).
Dello stesso autore, appena trentenne - definito da Remigio Marini, nel 1935, "il più forte e vivo plasticatore di tutta la giovane generazione giuliana" (R. Marini, I quarant'anni della Biennale veneziana e gli artisti giuliani, in "La Panarie, n. 70, luglio 1935, p. 208) il museo Revoltella possedeva già il piccolo bronzo intitolato “Il volo dell'allodola”, acquistato alla mostra Sindacale del 1934, ma il Curatorio non si lasciÚ sfuggire, due anni più tardi, questo importante lavoro. Avendo, infatti, ricevuto la somma di Lire 5.000, donata dal Duca d'Aosta, con la disposizione che venisse fatto “qualche acquisto alla X Esposizione d'arte, indetta dal Sindacato Interprovinciale fascista di Belle Arti, da collocarsi poi al Civico Museo Revoltella" il Curatorio puntÚ l'attenzione sull'”Estate” di Mascherini, il quale, accentando la somma offerta, si impegnÚ "a ritoccare la cera e a sorvegliare la fusione in bronzo dell'opera, senza chiedere ulteriori compensi" (Ö).

(riduzione della scheda di N. Bressan in “Il Museo Revoltella di Trieste”, Vicenza 2004, p. 152)






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