Museo Revoltella
 




Salendo lo scalone di Palazzo Revoltella, al primo piano, si incontra il grande gruppo marmoreo intitolato “Il taglio dell’Istmo di Suez”, eseguito nel 1863 dallo scultore milanese Pietro Magni, che cinque anni prima aveva consegnato al committente triestino la “Fontana della Ninfa Aurisina”, collocata al pianterreno.
Il monumento rispecchia l’importanza che l’impresa del canale di Suez aveva avuto nella vita di Pasquale Revoltella, convinto delle enormi possibilità offerte all’economia triestina dalla nuova via marittima verso l’Oriente. Per anni egli si era impegnato in prima persona nel sostegno dell’opera e aveva cercato tenacemente di coinvolgere il governo di Vienna, tanto che ebbe da Ferdinand de Lesseps l’incarico di vicepresidente della Compagnia Universale del Canale di Suez.
Nel 1862 compì un viaggio a Suez, assieme a una delegazione triestina, a bordo di una nave del Lloyd Austriaco. Non ebbe la gioia di vedere l’opera compiuta, perÚ, perché morì il 10 settembre 1869, due mesi prima della solenne inaugurazione del canale.
Lo scultore rappresenta questa grande conquista della tecnologia ottocentesca attraverso una classica allegoria, che viene così descritta dall’”Osservatore Triestino” l’8 gennaio 1864:
"Il tema non potevasi meglio sviluppare che esponendo l'Europa figurata in piedi a guisa di vetusta matrona, in atto di congiungere i due mari, il Meditterraneo cioè ed il Mar Rosso, ideando il primo come un robusto vecchio col tridente, simbolo di sua potenza, e ben distinguendosi il secondo colla sua acconciatura egiziana, in basso rilievo raffigurante un Guerriero in barca [Ö] più addietro si eleva il Genio del Commercio coll'ali ai piedi, che regge nella sinistra il tradizionale caduceo, ed addita colla destra alla Nautica meravigliata, aperta a mezzo del canale la nuova via, che unisce all'Europa le parti più remote dell'Asia. Essa in figura di giovane donzella seminuda incede francamente portando nella sinistra un remo ed appoggiandosi colla destra alla prora di un trireme. Nella parte posteriore un Putto appoggiato ad un frammento di capitello ionio, sul quale posa una tromba, simboleggia il Genio della Rinomanza, che sta scrivendo i nomi dei generosi fautori della grand'opera per tramandare alla posterità".





© 2017 Museo Revoltella, Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura