Museo Revoltella
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Trieste [28 luglio 2010]
dal 28 luglio riaperto alla visita Palazzo Revoltella


Gli ultimi “visitatori” di Palazzo Revoltella sono stati, nel giugno 2009, i partecipanti al G8 presieduto dal Ministro degli Esteri Frattini.  Subito dopo, la parte ottocentesca del Museo Revoltella è stata chiusa per l’allestimento dei cantieri di restauro che hanno operato per oltre dodici mesi, risanando completamente non solo le parti gravemente danneggiate dalle copiose infiltrazioni di pioggia del 2007 ma anche alcune decorazioni che da tempo abbisognavano di  ritocchi e consolidamenti.

Il lavoro, sotto la direzione condivisa del Servizio Manutenzioni Straordinarie del Comune e della Direzione del Museo, è stato affidato all’impresa triestina Nevyjel & Ragazzoni,  ed ha comportato una spesa che si aggira attorno ai 100.000 Euro, in buona parte finanziato con il risarcimento dell’assicurazione.

Seguendo il normale percorso di visita, l’elenco degli interventi più significativi parte con il rifacimento completo del pavimento a parquet del piano terra (Sale Dell’Acqua e Tominz) , dove si è ritenuto di completare l’ambientazione con l’aggiunta di nuovi tendaggi nello stile dell’epoca e con l’inserimento di pezzi di arredo originali (poltroncine e sedie) da decenni abbandonate nei magazzini e totalmente recuperate.

Uno degli interventi più complicati e importanti è stato il consolidamento della copertura dello scalone, gravemente danneggiato dall’acqua non solo nella parte decorativa ma anche nella struttura .

Al primo piano, cioè in quello che era l’appartamento privato del barone Revoltella, si sono eliminati i danni prodotti dall’acqua penetrata lungo le pareti soprattutto sui soffitti dorati e sulle cornici perimetrali, ma anche sui pregiati rivestimenti in finto marmo che ornano il grande salotto verde dominato dal ritratto del padrone di casa.

I danni maggiori, tuttavia, li aveva subiti il piano nobile del palazzo, cioè il secondo, pressoché allagato da una pioggia torrenziale che in una domenica di febbraio si era abbattuta su Trieste.  Soffitti e pavimenti erano stati impregnati d’acqua a lungo e il recupero è sembrato subito problematico.  A vedere nuovamente risplendere le tarsie del pavimento della sala da ballo e i cassettoni dorati che la coprono, ma anche le tele con le allegorie delle arti dovute ad Augusto Tominz (per la cena del G 8 quelle in restauro erano state sostituite da copie) sembra davvero impossibile che il museo sia stato così duramente colpito dal maltempo.

A conclusione dei lavori, che hanno reso possibile anche l’approfondimento delle tecniche usate dalle squadre di artisti e provetti artigiani che tra il 1854 e il 1858, hanno fatto nascere  la nuova dimora di Revoltella ,  si è ritenuto opportuno rinnovare anche la distribuzione delle opere che formano la pinacoteca ospitata nel palazzo attingendo alla ricchissima collezione del primo Ottocento e rispettando la coerenza fra le date di esecuzione delle opere e lo stile del palazzo.

Così ora i visitatori incontrano sale monografiche in cui l’opera degli artisti più rappresentativi della prima metà del secolo XIX viene approfondita attraverso l’esposizione di tutte (o quasi) le opere presenti nella collezione: ci sono sale dedicate a Giuseppe Bernardino Bison, a Cesare Dell’Acqua, a Giuseppe Tominz, a Giuseppe Lorenzo Gatteri, ma non si tratta solo di triestini, bensì anche di grandi nomi dell’Ottocento italiano come Ippolito Caffi, ad Angelo Inganni. In alcuni casi l’esposizione è completata da bacheche che contengono, disegni, stampe e volumi, riferiti all’artista o alle relazioni fra questi ed altri artisti del suo tempo, in cui si vuole valorizzare fondi poco noti del Museo Revoltella, come la Biblioteca del barone e il Gabinetto Disegni e Stampe, ricchi di veri e propri tesori che nel tempo si avvicenderanno nelle sale.

Il progetto è stato elaborato e realizzato, con il coordinamento della direzione, dallo staff culturale del museo, formato da Susanna Gregorat (conservatrice), Federica Moscolin (bibliotecaria) e Barbara Coslovich, Patrizia Loccardi, Serena Paganini (operatrici didattiche), nonché dalla restauratrice Antonella Schiattino, intervenuta sulle opere d’arte.

Tappezzerie: Tappezzeria triestina. Allestimenti: Azeta iniziative. Piante: Vivai Busà

La dimora di Pasquale Revoltella è un “unicum” per varie ragioni, non solo perché, a differenza di altre case museo non ha avuto come fine solo la conservazione di sé stessa, diventando da subito un vero museo d’arte moderna, vivo e cresciuto enormemente nei suoi centoquarant’anni di storia, ma anche perché è un campionario delle più raffinate lavorazioni artigianali del suo tempo, in cui convivono la più antica tradizione (nei pavimenti e nei soffitti dipinti o dorati, ad esempio) e la più innovativa produzione industriale (la ringhiera dello scalone fu prodotta nell’appena fondato Stabilimento tecnico triestino, poi Grandi Motori) e perché rappresenta un insieme omogeneo e coerente, in cui non c’è stato un succedersi di generazioni, di gusti, di cambiamenti.

Palazzo Revoltella è assieme al Castello di Miramare, la dimora storica più visitata dai turisti, specialmente stranieri, che restano colpiti non solo dalla ricchezza della casa, ma anche dalla storia, dal prestigio e dalle relazioni internazionali del personaggio, rappresentate dal ricco apparato decorativo che allude all’impresa del Canale di Suez, in cui, come è noto, Revoltella svolse un ruolo non secondario a nome del governo austriaco.

A questi aspetti il Museo vuole dedicare nuovi spazi di approfondimento, sia nel percorso espositivo che attraverso l’organizzazione di eventi; verrà valorizzata infatti la documentazione egiziana contenuta nella biblioteca, anche in occasione di visite guidate tematiche, e si proporranno dei veri e propri spettacoli, già a partire da agosto: il 12, 13, 14 agosto, infatti, la storia del barone verrà offerta al pubblico in forma sceneggiata con una rappresentazione intitolata “Un caffè dal barone” che verrà interpretata, nel ruolo del protagonista, dall’attore Lorenzo Acquaviva.  Lo spettacolo si svolgerà nelle sale del palazzo per un gruppo massimo di 50 persone che seguiranno una specie di percorso guidato dal padrone di casa. Verrà replicato anche il 26, 27 e 28 agosto.

 

 

 

 

 

 

 





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