Palazzo Brunner (Galleria d'Arte Moderna)
Il secondo Ottocento in Italia
Il percorso della galleria d'arte moderna inizia a livello
del terzo piano di Palazzo Brunner, a cui si accede dall'ultima sala del
secondo piano di Palazzo Revoltella. Qui sono esposte opere di autori
collegati alle più importanti scuole regionali italiane, che coprono
un periodo compreso tra la metà dell'Ottocento e il 1885 circa.
Molte furono acquistate nella prima fase di vita del museo, fondato nel
1872, altre pervennero attraverso successive donazioni di collezioni private.
Nella saletta d'ingresso sono esposte alcune nature morte della metà
del secolo XIX dovute al più famoso autore triestino di questo
tipo di soggetti, Francesco Malacrea e al suo allievo Hohenberger.
Al centro è collocata La Vergognosa
(1873), marmo di Donato Barcaglia, una delle prime opere acquistate
dal museo.

Da qui si accede alla galleria del terzo piano, che, dalla balconata,
consente di vedere da una prospettiva nuova il grande atrio di Palazzo
Brunner, vano di oltre venti metri di altezza che porta intatta l'impronta
del progetto scarpiano, e l'opera di Gerhard Merz tratta dal Fedro
di Platone (1990).
Qui hanno trovato posto molti autori importanti dell'Ottocento italiano
e, in particolare, alcuni esponenti molto rappresentativi, lombardi, veneti
e toscani, della corrente verista: Domenico Induno, Angelo Inganni,
Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Antonio Rotta,
Pietro Saltini. Non mancano i soggetti risorgimentali (Girolamo
Induno, Sebastiano de Albertis, e, con il piccolo, ma interessante
Bivacco, Giovanni Fattori), ai quali
si affiancano paesaggi e scene di vita firmati da pittori meridionali
(Achille Vertunni, Filippo Palizzi, Francesco P. Michetti,
Bernardo Celentano) e lombardi (Leonardo Bazzaro, Tranquillo
Cremona). Nella seconda sala è esposto uno dei dipinti più
importanti della collezione, La preghiera di Maometto
di Domenico Morelli (1887), acquistato direttamente dall'artista.
Accanto a questo possiamo vedere un piccolo dipinto, Moschea
del Sultano Amurat I (1873) dell' orientalista emiliano Alberto
Pasini. Completano la sala alcuni dipinti di autori italiani contemporanei:
Giovanni Muzzioli, Edoardo Dalbono, Raffaele Armenise
e Salvatore Marchesi. Come si può notare, nel primo decennio
di vita del museo prevaleva nel Curatorio l'interesse per i soggetti storici.