Museo Revoltella
 

Palazzi - Palazzo Brunner (Galleria d'Arte Moderna) - sesto piano

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> Sala degli artisti del secondo novecento (1945-1970)


Galleria d'Arte Moderna - sesto piano


Giorgio Morandi
Paesaggio
1944


Fausto Pirandello
Matinèe
1952


Afro
Ricercarii
1952


Emilio Vedova

Ciclo della Protesta n°3
1956


Giuseppe Capogrossi
Surface 322
1959

 

Sala degli artisti italiani del secondo Novecento (1945-1970)

Un momento di transizione tra il primo Novecento e i grandi cambiamenti del secondo dopoguerra è rappresentato da un'opera eccezionale di Giorgio Morandi (Paesaggio, 1944) giunta al museo negli anni Cinquanta e considerata uno dei vertici della collezione.
Nell'ultima sala del percorso museale, che, con le sue vetrate panoramiche sulla città e sul mare e l'illuminazione dall'alto, costituisce uno dei punti in cui è maggiormente rispettato il progetto di Carlo Scarpa, sono raccolte alcune delle opere più rappresentative della sezione dedicata al secondo Novecento italiano.
Quasi tutti i pezzi esposti sono stati acquistati alle Biennali dal 1948 al 1968, continuando una tradizione iniziata con la nascita dell'esposizione veneziana. In questo modo il Museo Revoltella ha potuto aggiornare la sua raccolta inserendo autori che dal dopoguerra in poi andavano emergendo sulla scena artistica italiana a iniziare da scultori come
Manzù (Il bambino con l'anatra, 1946), Marino Marini (Ritratto di Carrà, 1947), Alberto Viani (Cariatide, 1952) ed Emilio Greco (Ritratto, 1952). Tra gli autori ancora legati alla figurazione si devono citare Giuseppe Zigaina, all'epoca vicino a Pier Paolo Pasolini, che s'inserisce nel filone del realismo con un tema legato alla sua terra come quello dei Braccianti friulani (1952). Fausto Pirandello, invece, (Matinée, 1952) risente della lezione cubista, mediata dagli influssi della Scuola romana, mentre Bruno Saetti (Madre stanca, 1952) e Domenico Cantatore (Ritratto, 1952), mostrano altre due maniere di superare il Novecentismo tradizionalista, il primo con un'opera caratterizzata da finissimi cromatismi e il secondo rievocando ritmi lineari di matrice modiglianesca. Datato 1959, è presente anche un Nudo nello studio di Renato Guttuso. Ben rappresentato è anche il gruppo dei pittori aderenti al "gruppo degli Otto" astratto-concreti (Afro, Corpora, Moreni, Santomaso, Morlotti, Vedova, Birolli e Turcato) presentati alla Biennale di Venezia del 1952 dal critico Lionello Venturi. Di questi artisti il Museo Revoltella possiede opere di notevole interesse, esclusi Birolli e Turcato che non figurano nella raccolta. Sono presenti invece: Afro (Ricercarii, 1952), Antonio Corpora (Pescherecci, 1954), Mattia Moreni (Grande cespuglio col sole, 1954), Giuseppe Santomaso (Fiume in primavera, 1955), EmilioVedova (Ciclo della protesta n.3, 1956) ed Ennio Morlotti sia pure con un'opera più tarda, Motivo in viola, del 1962. Una posizione del tutto antitetica a quella dei realisti è invece quella dei pittori astratti. Ricollegandosi all'esperienza compiuta negli anni Trenta a Milano, essi tentano di superare totalmente il legame con la figuratività attraverso l'impiego di forme geometriche e campi cromatici.
In questo ambito si possono inserire anche alcuni autori presenti in questa sezione:
Enrico Prampolini (Organismo plastico, 1953), Mauro Reggiani (Composizione 1961), e due artisti legati all'ambiente comasco: Manlio Rho (Composizione, 1939) e Mario Radice (Composizione R87, 1968).
Alla corrente Informale, invece, che coincide con il definitivo superamento dell'idea tradizionale di pittura, si possono ricondurre le opere di Scanavino (
Appeso, 1959), Capogrossi (Superficie 322, 1959) e Burri (Plastica, 1956), mentre lo spazialismo è documentato dalla presenza di Lucio Fontana (Attese, 1968) e Mario De Luigi (Spazio-luce 28). Piuttosto numerose le opere di scultura con nomi di notevole interesse come Arnaldo Pomodoro, Augusto Perez, Quinto Ghermandi, Agenore Fabbri, Carlo Ramous.




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