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Situato nel centro di Trieste a
poca distanza dalla riva del mare, il Museo Revoltella è
una galleria d'arte moderna fondata nel 1872 per volontà
del barone Pasquale Revoltella (1795-1869), una delle figure
più rappresentative della società triestina
dell'Ottocento, che lasciò alla città, oltre
a molti altri beni, la sua casa e tutte le opere d'arte, gli
arredi e i libri che conteneva.
Il palazzo originario, un'elegante costruzione neorinascimentale
di tre piani, edificata tra il 1854 e il 1858 su progetto
del berlinese Friedrich Hitzig, si affaccia su piazza Venezia,
un tempo chiamata piazza Giuseppina in memoria dell'imperatore
austriaco (Giuseppe II, figlio di Maria Teresa) sotto il quale,
alla fine del '700, era avvenuta l'espansione di quest'area
della città.
Grazie alla disponibilità finanziaria lasciata dal
fondatore per il mantenimento e lo sviluppo dell'istituzione,
ma anche per svolgere una funzione educativa nei confronti
dei giovani artisti e degli artigiani, in pochi decenni il
Museo Revoltella si arricchì di un cospicuo numero
di opere d'arte di notevole valore (spesso acquistate alle
prime Esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia)
che resero necessario l'ampliamento della sede.
I primi due direttori furono il pittore Augusto
Tominz (dal 1872 al 1883) e il figlio di questi Alfredo
(dal 1883 al 1926).
Nel 1907 fu acquistato dal Comune il vicino palazzo Brunner
che, però, fu utilizzato solo a partire dagli anni
Trenta con la direzione di Edgardo Sambo
(1929-1956).
Appena nel 1963, con l'affidamento del progetto di ristrutturazione
a Carlo Scarpa, fu messo totalmente a disposizione del museo
assieme ad un edificio attiguo, il palazzo Basevi.
Dal 1960 era direttore Giulio Montenero,
che ricoprì questa carica fino al 1989.
L'ampliamento del museo, che avrebbe dovuto concludersi nel
1968 per festeggiare i 50 anni dell'unione di Trieste all'Italia,
incontrò invece molte difficoltà e interruzioni
e terminò solo nel 1991, dopo che a Scarpa erano subentrati,
in un primo momento, l'architetto Franco Vattolo e, alla fine
degli anni Ottanta, l'architetto Giampaolo Bartoli.
Da allora il museo occupa tre palazzi che formano un intero
isolato, delimitato da piazza Venezia e dalle vie Diaz, Cadorna
e San Giorgio.
Dal 1992 il Museo Revoltella, con la direzione di Maria
Masau Dan, è stato definitivamente riaperto
con un percorso che si sviluppa in tutto lo spazio ora disponibile
(circa 4000 mq di esposizione con 350 opere di pittura e scultura
distribuite in sei piani) e ha recuperato anche la dimora
del fondatore con i suoi arredi e le sue collezioni rimosse
nel tempo per fare posto ai nuovi acquisti.
Una rappresentativa selezione delle numerosissime opere acquisite
dal1872 in poi occupa, invece, gli spazi completamente rinnovati
di palazzo Brunner, articolata in quattro piani secondo la
seguente sistemazione: al terzo piano gli autori italiani
del secondo Ottocento (Fattori, Induno, Palizzi, Morelli),
al quarto piano gli acquisti effettuati - tra la fine dell'Ottocento
e la prima guerra mondiale - alle Esposizioni internazionali
(De Nittis, Nono, Ciardi, Trentacoste, Canonica, Bistolfi,
Carena, von Stuck, Zuloaga), al quinto piano gli artisti del
primo Novecento a Trieste e in Italia (Marussig, Bolaffio,
Timmel, Dudovich, Casorati, Sironi, Carrà, de Chirico,
Martini) e,in una galleria più piccola, gli artisti
del Friuli-Venezia Giulia degli ultimi cinquant'anni (Zigaina,
Afro, Dino e Mirko Basaldella, Spacal, Perizi) mentre i protagonisti
del panorama nazionale del secondo Novecento trovano posto
nella grande sala del sesto piano che si apre alla vista della
città e del mare. Da qui si può uscire sulla
grande terrazza, disegnata pure da Carlo Scarpa, e vedere
uno splendido panorama. Nelle sere d'estate (dal 15 luglio
ai primi di settembre, da giovedì a domenica) in questi
spazi è in funzione un caffè aperto fino a mezzanotte.
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