CASA DUDOVICH
Arte, cultura, amor di patria

> cronologia: la vita di Marcello Dudovich

Marcello Dudovich nasce a Trieste il 21 marzo 1878.
Il padre Antonio, originario di Traù (oggi Trogir), in Dalmazia,
è un impiegato delle Assicurazioni Generali. Fervente irredentista, ha indossato la camicia rossa garibaldina, combattendo con l’”eroe dei due mondi” a Bezzecca (1866)
e Digione (1871). La madre, la triestina Elisabetta (Elisa) Cadorini, è un’eccellente pianista. Sarà, sempre, una madre amorevole e amatissima. In casa si respirano arte, cultura
e amor di patria. Marcello è il terzo di quattro fratelli: Maria (1873), Itala (1874) e Manlio (1882). Quest’ultimo diverrà un noto violista, e suonerà per trent’anni nel prestigioso Quartetto Triestino assieme a Jankovich, Viezzoli e Baraldi, compiendo tournée in tutto il mondo.
Cugino di Marcello per parte materna è il pittore Guido Grimani (1871-1933). Giovanissimo, Dudovich frequenta gli atelier
dei pittori triestini e partecipa alle festose “sabatine” del Circolo Artistico, esibendosi anche in gustose scenette in abiti femminili. Negli anni degli studi alla Scuola per capi d’arte (1893-1895) esercita su di lui notevole influenza Arturo Rietti:
lo conferma l’”Autoritratto” a pastello eseguito da Marcello verso il 1895. Dopo l’apprendistato milanese, alle Officine Grafiche Ricordi, Dudovich ottiene i primi successi come cartellonista
a Bologna, dove lavora tra 1899 e 1905 per l’editore Edmondo Chappuis. Qui incontra la faentina Elisa Bucchi, che diverrà sua moglie. Giornalista di moda, Elisa ha già un figlio, Ernesto,
al quale Dudovich darà poi il proprio cognome: il giovane, divenuto ufficiale di Marina, morirà molto giovane, in Australia.
L’unica figlia di Elisa e Marcello, Adriana, nasce a Monaco
di Baviera, nel 1911, quando Dudovich lavora per la rivista “Simplicissimus”.
Nel 1935 Adriana Dudovich sposerà un giovane pittore veneto originario di Seren del Grappa, Walter Resentera, che anni prima si era recato a Milano col fermo proposito di diventare allievo dell’ammiratissimo Dudovich: insieme i due artisti collaboreranno sia nel campo del manifesto sia in quello
della decorazione murale. Agli Anni Trenta risale il “Ritratto della sorella Itala”, una delle opere pittoriche più intense di Dudovich. La figlia di Itala Dudovich Comas, Nives (sposata Casati), diviene allieva e modella dello zio Marcello.
E’, a sua volta, pittrice di dignitoso livello.
Avendo seguito il marito medico a Tripoli, per volontà di Italo Balbo, Nives Casati invita lo zio a soggiornare in Libia a due riprese, nel 1937 e poi nel 1951: in entrambi i casi, l’ambiente “esotico” offre al pittore numerosi spunti ispirativi, che si tradurranno soprattutto in una serie di dipinti a tempera.
In vecchiaia Dudovich si dedica intensamente alla pittura,
e solo saltuariamente al manifesto. La sua “ultima fase” è ben testimoniata dall’”Autoritratto” senile (databile alla metà
degli Anni Cinquanta), intriso del senso di un malinconico tramonto, del presentimento d’un imminente addio all’arte
e alla vita.