Museo Revoltella
 
Leopoldo Kostoris e la sua collezione. La passione di una vita
[Dal 08 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012]
Trieste, Museo Revoltella
A cura di: C. Padoa Schioppa, S. Gregorat

Dal 9 dicembre al 31 gennaio si può vedere al Museo Revoltella, la singolare collezione di Leopoldo Kostoris, proprietario di un famoso negozio di abbigliamento maschile della città, collezionista e pittore, che nel 1951 istituì un premio nazionale di pittura chiamato“Arbiter”  (il nome del suo negozio) e riservato alle opere di piccolo formato, 13x18 centimetri. Nel giro di pochissimi anni riuscì a formare una collezione di 220 opere,  "un universo tascabile", come l'ha definita Claudio Magris, e una rappresentazione quasi completa della pittura italiana di quegli anni.

Immagini dell'allestimento su: http://youtu.be/s4I2--smZDQ

Carrà, Vedova, De Pisis, Cantatore, Sironi, Rosai, Sassu, Santomaso, Campigli, Afro, Prampolini, Mascherini, Spacal, Crali: sono solo alcuni degli oltre 200 artisti che nei primi anni Cinquanta hanno aderito all’invito di Kostoris, il quale inseriva nella busta, oltre a una gentile lettera, anche la tavoletta 13x18 pronta da dipingere, con una mossa risultata vincente pressoché in tutti i casi.
A raccontare questa vicenda di sessant’anni è la figlia Fiorella Kostoris, autorevole economista che conserva ancora forti legami con la città natale: “Il babbo diceva che un artista vero, pur se abituato a dipingere in formato parete come Sironi, sa comunicare gli stessi messaggi e valori anche entro limiti ristretti”.

Amante dell'arte, “pittore della domenica” come lui stesso si definiva, Leopoldo Kostoris sceglie la misura in base alle sue ridotte disponibilità di finanze e di spazio ma riesce a formare una collezione che rappresenta tutte le correnti artistiche del Novecento, dai vecchi maestri della tradizione “novecentesca” (Carrà, Tosi, De Pisis, Guidi, Sironi, Campigli, Rosai, Borra), alla Scuola Romana (da Mafai a Levi, da Cagli e Pirandello), ai Sei di Torino (Menzio, Paulucci), agli ex futuristi (Severini, Prampolini), al gruppo di “Corrente” (Sassu, Cassinari, Cantatore), ai chiaristi (Lilloni, Semeghini), ai precursori dell’astrattismo (Soldati), al Gruppo degli Otto di Lionello Venturi (Afro, Corpora, Vedova, Birolli, Santomaso), al realismo sociale (Pizzinato, Zigaina, Migneco), allo spazialismo (De Luigi, Capogrossi, Dova, Scanavino, Tancredi).

Ma ci sono anche figure lontane dai gruppi come Savinio, Alberto Martini, Music… ed è naturalmente completa la rappresentanza dei triestini con Mascherini, Devetta, Perizi, Daneo, Predonzani, Righi, Spacal, Rosignano e persino qualche traccia dell’Ottocento (Grimani, Orell e Fittke).

Tutto avviene a Trieste e gli anni nei quali Kostoris raccoglie questa collezione sono quelli tra il 1951 e il 1955, quando la città, sottoposta dal 1945 al Governo Militare Alleato, comincia a rinascere dopo la crisi della guerra e si ricongiunge all’Italia (1954). L'atmosfera la descrive perfettamente Claudio Magris in uno scritto del catalogo edito in occasione dell'esposizione del  1999. “Sono anni difficili, fervidi e desolati per Trieste, situata e quasi abbandonata alla periferia della Storia, una periferia che in qualche modo è anche un centro, perchè la città ai margini dell'Italia, e anzi divisa dall'Italia, si trova su un confine che taglia in due il mondo, la cortina di ferro, e dunque sulla linea di fuoco, del conflitto per il dominio e il destino del mondo”. Anni durante i quali Trieste è un territorio libero governato dalle forze angloamericane. Solo nel 1954 tornerà all'Italia. Però sono anche anni di grande fervore, di tensione intellettuale ed emotiva, di fioritura culturale, anni di letteratura, di musica, di arti figurative e di pittura.

Dopo l'ultima esposizione del 1999 alla Galleria Nazionale di Roma (catalogo ed. Allemandi con testi di Claudio Magris e Nicoletta Zanni), dal 9 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012 la collezione torna per la prima volta nella città in cui è nata, al Museo Revoltella. Organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura e dallo stesso Museo Revoltella, con la collaborazione determinante della figlia di Fiorella Kostoris, Caterina Padoa Schioppa, giovane architetto che si è impegnata nella progettazione dell'allestimento, si tratta di una mostra fortemente voluta, “un riconoscimento – racconta Fiorella Kostoris a Fabio Isman nel testo del catalogo della mostra – di ciò che Trieste è stata per mio padre, a 55 anni dalla sua morte a 60 dal premio Arbiter. Questi 220 dipinti rappresentano […] una bella avventura figurativa, la passione di una vita.”

A fianco delle opere il visitatore può trovare numerose foto di famiglia, ritagli di giornale e altri documenti che lo aiuteranno a ricostruire la Trieste degli anni Cinquanta, ma soprattutto la figura di un uomo, colto ed elegante, di un'eleganza non vistosa, che ha saputo unire il senso degli affari a una grande sensibilità verso la cultura e l'arte, e che, come scrive Claudio Magris, è “rappresentante emblematico di quella grande cultura ebraica mitteleuropea che ha costituito una componente essenziale per Trieste, della sua peculiarità, della sua creatività, dalla letteratura alla politica”.

 

LEOPOLDO KOSTORIS E LA SUA COLLEZIONE
LA PASSIONE DI UNA VITA
TRIESTE

Comitato scientifico
Nicoletta Zanni, Maria Masau Dan

Mostra a cura di
Caterina Padoa Schioppa, Susanna Gregorat

Inaugurazione
Giovedì 8 dicembre 2011 ore 18.30 (su invito)

Apertura al pubblico
venerdì 9 dicembre 2011 - 31 gennaio 2012

Orari
tutti i giorni (martedì chiuso) ore 10-19

Ingresso al museo
€ 6 (intero), € 4,50 (ridotto), € 2,70 (scolaresche)

Informazioni
Museo Revoltella
T. 040/6754350 – revoltella@comune.trieste.it
www.museorevoltella.it
Facebook: Museo Revoltella


Ufficio Stampa
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