Museo Revoltella
 
RAI 1964. La sede regionale, la collezione d'arte
[Dal 12 marzo 2008 al 13 aprile 2008]
Trieste, Museo Revoltella
A cura di: G. Botteri, M. Masau Dan, I. Reale

mostra

 

RAI 1964

La sede regionale del Friuli Venezia Giulia.

La collezione d’arte. L’edificio di Aldo Cervi

Museo Revoltella, Trieste 12 marzo-13 aprile 2008

Galleria d’arte moderna, Udine, 18 aprile – 25 maggio 2008

Inaugurazione mercoledì 12 marzo 2008 ore 17, auditorium del Museo Revoltella

 

 

Che la RAI possieda una importante collezione d’arte contemporanea – ottocento pezzi tra dipinti e sculture, con alcuni capolavori assoluti - è abbastanza noto agli addetti ai lavori, ma certamente pochi sanno che anche la RAI del Friuli Venezia Giulia ospita una bella raccolta di opere di artisti regionali formatasi quasi mezzo secolo fa.

E’ il 1960 quando la RAI affida all’architetto triestino Aldo Cervi la progettazione di un palazzo destinato a nuova sede dell'ente radio-televisivo in un area acquistata dal Comune di Trieste tra le vie XXIV maggio, Fabio Severo e Cicerone. L’edificio, di stampo razionalista, va a completare con una mole piuttosto imponente l’isolato che si affaccia sulla piazza Oberdan con l’ex Casa del Lavoro (oggi sede del Consiglio Regionale), firmata nel 1932 da Umberto  Nordio, e si pone in continuità stilistica con questa. Cervi, del resto, era stato collaboratore di Nordio.

Nel 1963, a lavori in corso di ultimazione, è l’architetto Cervi stesso a proporre alla RAI l’acquisto di opere d’arte per valorizzare gli interni del nuovo palazzo. Trova subito il consenso dell'ing. Guido Candussi, direttore della sede e la collaborazione di Aldo Giannini, responsabile dei programmi culturali che ottengono l’autorizzazione dei vertici romani e, grazie a uno stanziamento di cinque milioni di lire, iniziano la ricerca di opere significative di artisti regionali. I primi artisti a entrare con le loro opere nel palazzo di via Fabio Severo sono il friulano Giuseppe Zigaina (foto), e i triestini Nino Perizi e Dino Predonzani. Poco dopo l’invito giungerà a due pittori del Goriziano, Sergio Altieri (foto) e Cesare Mocchiutti, a cui seguiranno ancora, secondo una sapiente distribuzione territoriale, i giuliani Federico Righi, Edoardo Devetta e Vittorio Bergagna, e i friulani Enrico De Cillia, Giorgio Celiberti, Carlo Ciussi e Fred Pittino, cui si aggiunge il pordenonese Angelo Variola.  La presenza triestina è inevitabilmente folta considerato il felice momento che l’arte contemporanea vive in questo momento nel capoluogo regionale, e si arricchisce presto di altri nomi importanti come Luigi Spacal, Romeo e Renato Daneo, Marino Sormani e Livio Rosignano, ma non vengono trascurati gli artisti della generazione precedente come Augusto Cernigoj, Ruggero Rovan, Mario Lannes e Franco Orlando. Ci sono anche le pittrici: Leonor Fini, ormai celebre e residente a Parigi, Amalia Glanzmann ed Elettra Metallinò, che – con la sua xilografia - potrebbe rientrare anche nel piccolo nucleo degli incisori, di cui fanno parte anche Tranquillo Marangoni, Aldo Bressanutti e lo sloveno Riko Debenjak.

Poco prima dell'inaugurazione, avvenuta il 6 maggio 1964 alla presenza del Presidente del Consiglio Aldo Moro, la collezione si arricchisce di due nomi importanti come Antonio Zoran Music, di cui viene acquistato “Motif italien vert” e Marcello Mascherini, che cede la scultura in bronzo “Danzatrice”. Anche dopo la solenne cerimonia la raccolta continua: nel 1965 la RAI mostra la sua attenzione verso la minoranza italiana in Istria con gli acquisti di Ugussi e Cocchietto, segue artisti un po’ defilati come Poian e Delpin, ma non dimentica nemmeno i “grandi vecchi” di Trieste, Lucano e Rovan.

Negli anni Ottanta, dopo una lunga pausa, sotto la direzione di Guido Botteri, la RAI completa la collezione con un acquisto eccezionale, quattro dipinti provenienti dagli eredi di Saba che rappresentano una galleria di protagonisti della cultura italiana del Novecento: il “Ritratto di Umberto Saba” di Vittorio Bolaffio e i ritratti di Lina Saba, di Linuccia Saba (foto) e di Maria Lupieri di Carlo Levi.

Ora al Museo Revoltella – nella galleria del soppalco dell'auditorium è possibile vedere esposta tutta la collezione e non solo: una saletta ospita i progetti dell'edificio di Aldo Cervi e alcuni monitor collocati fra i dipinti consentono di vedere interviste fatte dalla RAI ad alcuni degli artisti esposti, Luigi Spacal, Marcello Mascherini, Leonor Fini, ecc. testimonianze preziose di personalità ormai scomparse e prova dell'impegno che la RAI ha sempre assicurato alla divulgazione dell'arte anche attraverso le sue produzioni.

Dopo Trieste, dove rimarrà aperta fino a domenica 13 aprile con orario 10-18 (martedì chiuso), la mostra sarà ospitata dalla Galleria d’arte moderna di Udine (18 aprile – 25 maggio).

La mostra è curata da Maria Masau Dan, Isabella Reale e Guido Botteri ed è accompagnata da un ampio catalogo edito dalla RAI con Comunicarte in cui ci sono testi di Massimo Greco, assessore alla cultura del Comune di Trieste, Roberto Collini, Guido Botteri, Maria Masau Dan, Isabella Reale, Susanna Gregorat, Lorenzo Michelli, Massimo Mucci.

 

 

Museo Revoltella, via Diaz, 27 – 34123 Trieste / telefono 040-6754350 fax 6754137

Orari: 10-18 (giorni feriali, chiuso il martedì); 10-18 (giorni festivi)

Ingresso: 4 Euro (solo mostra o solo museo) 6 Euro (mostra+museo); 2,5 Euro (scolari)

Info visite guidate: telefonare 040-6754350 /6754273/6754296

www.museorevoltella.it  per contatti: revoltella@comune.trieste.it

 

 

 

 

 




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