Museo Revoltella
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Trieste [27 agosto 2010, ore 20:30]
la storia d'amore fra Rodin e Camille Claudel per art&cinema


VENERDÌ 27 AGOSTO A “REVOLTELLA ESTATE” NELL’AUDITORIUM DEL MUSEO ULTIMO APPUNTAMENTO CON ART&CINEMA: “CAMILLE CLAUDEL”

 

Venerdì 27 agosto alle ore 20.30, nell’Auditorium del Museo, la scultrice Camille Claudel è protagonista dell’ultimo appuntamento con art&cinema: verrà proiettato il film “Camille Claudel” (Francia 1988) diretto da Bruno Nuytten e interpretato da Isabelle Adjani, Gérard Depardieu, Laurent Grevill, Madeleine Marie, Alain Cuny, Madeleine Robinson, Katrine Boorman. Il binomio della femminilità e della scultura è al centro di un racconto fatto di  passione e forza interiore. Il film verrà presentato in edizione originale con sottotitoli in italiano.

 

Per anni la fama di Camille Claudel (1864-1943) era stata dimenticata, al punto che veniva ricordata solamente come la sorella maggiore del poeta e drammaturgo Paul Claudel (1868-1955) e l’amante nonché musa e allieva dello scultore Auguste Rodin (1840-1917). La verità è che è stata lei stessa un genio della scultura e la sua arte a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento era apprezzata e paragonata a quella dei suoi maestri Boucher e Rodin stesso. La sua fortuna ebbe, però, vita breve perché il suo nome più che alla sua arte veniva accostato al germe della follia di cui era stata detentrice. Una “colpa” che l’aveva defrauda della possibilità di tenere uno scalpello in mano e che l’aveva condotta, svuotata, nelle mura di un manicomio per trent’anni, luogo nel quale la famiglia l’aveva rinchiusa e dove morì quasi ottantenne, nel gelido inverno del 1943, di fame e di freddo.

 

Quella della scultrice francese è una tragica vicenda che ritrova vita grazie alla passione e al desiderio di Isabelle Adjani, che quando lesse la biografia di Reine-Marie Paris, la pronipote della Claudel (la nipote diretta di Paul) ne acquistò subito i diritti per poter respirare sul grande schermo la sua sofferenza e affidò il progetto di scrittura e regia al compagno Bruno Nuytten, noto direttore della fotografia, che ne ha realizzato una pellicola biografica atipica.

 

L’opera cinematografica tratta i trent’anni chiave della sua vita e della sua carriera (fino alla sua reclusione manicomiale) ripercorrendo non solo la sua tribolante e complessa relazione con la famiglia e il suo storico amante, ma soprattutto le fa omaggio, senza troppa retorica, di quello che è stato il suo senso dell’arte della scultura. Il tatto e le sensazioni del lavoro di Camille si respirano e si toccano, carne e sangue al servizio della ricerca del barlume del sentimento attraverso la forma di un mezzo antico e raffinato che è stato tutto per Camille Claudel, ma che alla fine l’ha spezzata, piegata e distrutta e ne ha determinato inconsapevolmente la fine.

 

In Camille Claudel traspare un elemento importante come quello del corpo e della strumentalizzazione di esso per l’arte, perfettamente evidenziato nella prima parte e nella splendida fotografia pittorica di Pierre Lhomme. La donna Camille Claudel rivive attraverso Isabelle Adjani nei suoi occhi sgranati, nella sua pelle pallida, nella sua sofferenza interiore, nella sua fragilità e nella sua bellezza singolare.

 

Il film si aggiudicò cinque César (l’Oscar francese) e la Adjani ottenne l’Orso d’Argento a Berlino per la miglior attrice protagonista.

 

Organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e dalla Direzione del Museo Revoltella in collaborazione con La Cappella Underground, la rassegna “art&cinema”, nell’ambito di Revoltella Estate, segue un percorso di esplorazione delle interferenze e relazioni tra cinema e arti figurative ed ha offerto occasioni di riflessione e di indagine con film lungometraggi biografici dedicati a importanti soggetti e personalità del mondo della pittura e della scultura.

 

Nelle serate di Revoltella Estate 2010, fino al 5 settembre, il Museo rimane aperto ai visitatori ogni giovedì e venerdì fino alle ore 23. E’ possibile visitare anche il restaurato Palazzo Baronale che è stato appena riaperto al pubblico, ogni giorno dalle 10 alle 19, sabato e domenica compresi, il giovedì e il venerdì orario prolungato fino alle 23. Chiusura il martedì.

 

 

 

 

 

 





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