Museo Revoltella


Trieste [13 marzo 2010, ore 17:30]
ancora cinema e futurismo: terzo appuntamento sabato 13 marzo


 

AUDITORIUM DEL MUSEO REVOLTELLA SABATO 13 MARZO 2010 ORE 17.30

 

INTERVENTO DI CARLO MONTANARO (Accademia di Belle Arti di Venezia)

Ingresso : Euro 4,50 (compreso ingresso alla mostra)

 

Terzo appuntamento con il ciclo di proiezioni "art&cinema - futuristicherie" promosso dall'Assessorato alla cultura del Comune di Trieste in collaborazione con La Cappella Underground che propone un percorso attravero il futurismo, le avanguardie e il cinema al tempo di Giorgio Carmelich in concomitanza con la mostra "Giorgio Carmelich. Futuristicherie" aperta al Museo Revoltella fino al 2 maggio.

A proseguire nell’esplorazione del tema “cinema e futurismo” sarà stavolta, attraverso la proiezione di una serie di rarissimi filmati del cinema italiano di inizio Novecento, lo storico del cinema Carlo Montanaro, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, docente a Ca’ Foscari e collaboratore delle Giornate del Cinema Muto. Il programma curato dal prof. Montanaro si snoderà attorno a svariati filmati e frammenti cinematografici di clima futurista, da “La paura degli aeromobili nemici” (1915) a “La guerra e il sogno di Momi” (1917) fino a “Stramilano” (1929) e altri esempi ancora.

Il tutto tenendo ben presente come il movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 rappresentò la prima avanguardia a dedicare attenzione esplicita alla settima arte, tanto da pubblicare nel 1916 un manifesto intitolato “La cinematografia futurista”, sottoscritto dallo stesso Marinetti e da Bruno Corra, Emilio Settimelli, Arnaldo Ginna, Giacomo Balla, Remo Chiti.

Ma, com’è noto, pochissimo è sopravvissuto delle produzioni filmiche di quel periodo: non rimane traccia degli "accordi cromatici" dei fratelli Corradini (Bruno Corra e Arnaldo Ginna, 1912) o di “Mondo baldoria” (Aldo Molinari, 1914), mentre di “Vita Futurista” (Arnaldo Ginna, 1916) conserviamo appena scampoli di fotogrammi; l’unico testo filmico consultabile del periodo rimane “Thaïs” realizzato, anche questo nel 1916, da Anton Giulio Bragaglia e Riccardo Cassano, con la collaborazione di Enrico Prampolini per le ambientazioni scenografiche.

Sono tuttavia evidenti altre parallele inclinazioni verso la sperimentazione nel cinema italiano di quegli stessi anni, sotto molteplici forme e moduli stilistici: ad esempio in un film del 1909 come “La storia di Lulù” di Arrigo Frusta (con la fotografia di Giovanni Vitrotti), dove si tende ad andare oltre la superficie delle immagini, a concettualizzare la vita attraverso oggetti d’uso che determinano il senso della narrazione; nelle fantasticherie di “Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola” (1914) di Marcel Fabre e Luigi Maggi, tratto da un racconto di Ferdinand Robida, a metà strada fra imitazione e parodia di Verne; o nelle sequenze di animazione in “La guerra e il sogno di Momi” (1917), realizzato da Giovanni Pastrone (celebre regista del kolossal “Cabiria “) e dallo specialista spagnolo Segundo de Chomón.

Senza dimenticare le fondamentali innovazioni linguistiche continuamente apportate dagli artisti del genere comico e del burlesque, che in America originarono il filone delle “slapstick comedies”: come ricorda il critico d’arte Giovanni Lista, "Marinetti si riconosceva in Fregoli e Petrolini, e questi ultimi si sentivano molto più vicini ai futuristi che a D’Annunzio". L’essenza anche sperimentale dello spettacolo di pura vocazione popolare traspare palesemente in pellicole che hanno per protagonista Leopoldo Fregoli, così nelle prove attoriali e registiche di André Deed (“Cretinetti che bello!”, 1909; “La paura degli aeromobili nemici”, 1915); o in esperienze di palcoscenico come quella ricreata da Luca Comerio per la celebrazione del modernismo “Ballo Excelsior” (1913). Una sorta di "avanguardia inconsapevole" che ritroverà una specifica consapevolezza compiuta solo verso la fine degli anni ’20, con l’unico conosciuto esempio di cinema d’artista, “Velocità” del trio Cordero, Martina, Oriani; e con la ricerca di Corrado D’Errico, in bilico fra documentario e astrazione (“Stramilano”, 1929; “Ritmi di una stazione”, 1933) che evoca analoghe esperienze europee.

 

Il quarto appuntamento della rassegna sarà poi sabato 20 marzo con un programma dedicato a “Il cinema al tempo di Carmelich”: saranno proiettati il cortometraggio “Golf” di Tom Buckingham e Larry Semon, slapstick comedy del 1922 con il famosissimo personaggio di Ridolini, e il lungometraggio “L'Inhumaine”, realizzato in Francia nel 1924 da Marcel L'Herbier con la collaborazione di artisti come Fernand Léger e Robert Mallet-Stevens, distribuito in Italia con il titolo “Futurismo”.

 

 

“art&cinema – FUTURISTICHERIE” - presentazione generale e programma

 

La rassegna “art&cinema – futuristicherie” propone un percorso attraverso il futurismo, le avanguardie e il cinema al tempo di Giorgio Carmelich, prendendo spunto dall’omonima mostra aperta al Museo Revoltella dedicata all’artista triestino nato nel 1907 e scomparso giovanissimo nel 1929. Una parabola artistica, la sua, che coincide con gli anni eroici del cinematografo e con lo sviluppo della settima arte fino alla più ampia maturità espressiva del cinema muto. La rassegna, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, prosegue nell’esplorazione delle interferenze fra il cinema e le arti visive già avviata dal Museo Revoltella in collaborazione con La Cappella Underground.

Punto di partenza del programma è il futurismo, prima fra le avanguardie storiche a riconoscere al cinema il suo valore innovativo e dirompente fra le arti novecentesche, tanto da essere celebrato da Filippo Tommaso Marinetti già ne “Le Parole in libertà”, e più tardi, assieme al suo gruppo, con il manifesto “La cinematografia futurista” (1916), mentre già Boccioni e Balla avevano fatto propri gli studi sul dinamismo e sulla crono-fotografia che stanno alla base del cinematografo.

Si conservano purtroppo soltanto poche immagini e frammenti dei film riconducibili direttamente al movimento italiano e ai suoi protagonisti (“Vita futurista” di Arnaldo Ginna, 1916; “Thais” di Anton Giulio Bragaglia, 1918, su scenografie di Enrico Prampolini), mentre l’influenza del futurismo e delle sue teorizzazioni si farà sentire, con l’esaltazione della velocità, dei ritmi urbani e della civiltà delle macchine, fino agli anni Trenta (“Stramilano” e “Ritmi di una stazione”, di Corrado d’Errico). L’eco del futurismo rimbalza però in tutta Europa, alimentando le sperimentazioni delle differenti avanguardie nei territori del cinematografo attraverso formule e temi ricorrenti che emergono filtrati attraverso il cubismo (“Le Ballet Mécanique”, 1924) o le arti astratte (“Anémic cinéma”, 1926), le intemperanze dada (“Le Retour à la raison”, 1923; “Entr’acte”, 1924, “Vormittagspuck”, 1928) o la modernità iconoclasta del surrealismo (“Un chien andalou”, 1929). Ulteriore trait d’union fra gli esponenti delle avanguardie è la passione per le slapstick comedies, ovvero il pazzo mondo delle comiche, da Charlie Chaplin a Buster Keaton, senza dimenticare Larry Semon (che in Italia fu ribattezzato Ridolini) o André Deed (più famoso nel nostro paese come Cretinetti).

E il futurismo è infine fonte d’ispirazione sistematica per gli scenografi e i registi che negli anni Venti, sull’onda dell’espressionismo e del costruttivismo, producono sinfonie di grandi città e inni alla vita moderna (Dziga Vertov, Walther Ruttmann, Marcel L’Herbier) così come imponenti ritratti del mondo che verrà (“Aelita”, 1924; “Metropolis”, 1927). Tendenze e inclinazioni che non potevano passare inosservate all’occhio attento, da consumatore onnivoro di arte e cultura in tutte le più svariate occasioni, di Giorgio Carmelich, come testimoniato dalle lettere scambiate in quegli stessi anni con l’amico Emilio Dolfi.

 

organizzazione: centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audio/visive La Cappella Underground.

si ringrazia per la collaborazione: Archivio Carlo Montanaro Venezia - Cinecittà Luce SpA - La Cineteca del Friuli - Museo del Cinema di Torino

 

sabato 20 febbraio 2010 - presentazione del dvd “Futurismo 1909-2009” (Cinecittà Luce SpA)

con proiezione dei documentari e film

Il futurismo (Italia, 1974) di Vittorio Armentano

Carrà (Italia, 1993) di Gisella Pagano

Antonio Sant’Elia (Italia, 1970) di Vittorio Armentano

Ritmi di una stazione (Italia, 1933) di Corrado d’Errico

 

sabato 27 febbraio 2010 - dada, surrealismo e balletti meccanici

a cura di Lorenzo Codelli (La Cineteca del Friuli, Gemona), con proiezione di estratti dai film

Le retour à la raison (Francia, 1923) di Man Ray

Le ballet Mécanique (Francia, 1924) di Fernand Léger

Paris qui dort (Francia, 1925) di René Clair

Anémic cinéma (Francia, 1926) di Marcel Duchamp

Un chien andalou (Francia, 1929) di Luis Buñuel

 

sabato 13 marzo 2010 - ore 17.30 - cinema e futurismo

a cura di Carlo Montanaro (Accademia di Belle Arti, Venezia), con proiezione di estratti dai film

La paura degli aeromobili nemici (Italia, 1915) di André Deed

La guerra e il sogno di Momi (Italia, 1917) di Segundo de Chomon e Giovanni Pastrone

Stramilano (Italia, 1929) di Corrado D'Errico e altri filmati di clima futurista

 

sabato 20 marzo 2010 - ore 17.30 - il cinema al tempo di Carmelich

Golf (USA, 1922) di Tom Buckingham, Larry Semon

L'Inhumaine (t.i. Futurismo, Francia, 1924) di Marcel L'Herbier

 

sabato 27 marzo 2010 - ore 17.30 - il cinema al tempo di Carmelich

L'uomo meccanico (Italia, 1921) di André Deed

Aelita (URSS, 1924) di Yakov Protazanov

 

sabato 3 aprile 2010 - ore 17.30 - ritmi urbani

Manhatta (USA, 1921) di Paul Strand, Charles Sheeler

Rien que les heures (Francia, 1926) di Alberto Cavalcanti

Berlin – Die Sinfonie der Grosstadt (Germania, 1927) di Walther Ruttmann







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