Museo Revoltella


Trieste [20 febbraio 2010, ore 17:30]
Da oggi il cinema degli anni venti (futurista e non)


art&cinema – FUTURISTICHERIE

sei appuntamenti al Museo Revoltella

sul futurismo, le avanguardie e il cinema al tempo di Giorgio Carmelich

 

La rassegna “art&cinema – futuristicherie” propone un percorso attraverso il futurismo, le avanguardie e il cinema al tempo di Giorgio Carmelich, prendendo spunto dall’omonima mostra al Museo Revoltella

intitolata “Giorgio Carmelich. Futuristicherie. Viaggi d'arte fra Trieste, Roma e Praga” (che rimarrà aperta al pubblico fino al 5 aprile) dedicata all’artista triestino nato nel 1907 e scomparso giovanissimo nel 1929. Una parabola artistica, la sua, che coincide con gli anni eroici del cinematografo e con lo sviluppo della settima arte fino alla più ampia maturità espressiva del cinema muto.

La rassegna, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, prosegue nell’esplorazione delle interferenze fra il cinema e le arti visive già avviata dal Museo Revoltella in collaborazione con La Cappella Underground. Il ciclo si compone di sei appuntamenti a partire da sabato 20 febbraio fino a sabato 3 aprile con inizio delle proiezioni e conferenze alle ore 17.30 nella sede dell'Auditorium del Museo Revoltella. E' previsto un biglietto unico di Euro 4 per la visita alla mostra di Giorgio Carmelich e accesso alle proiezioni.

Il primo programma, sabato 20 febbraio, prevede la presentazione del dvd “Futurismo 1909-2009” in collaborazione con Cinecittà Luce: saranno proiettati i documentari Il futurismo (Italia, 1974) di Vittorio Armentano, illustrativo degli aspetti socio-culturali in cui è nato il movimento d’avanguardia fondato da Marinetti, con particolare riguardo all’arte figurativa; Carrà (Italia, 1993) di Gisella Pagano, ricostruzione della biografia artistica del grande maestro (1881-1966), narrata attraverso la testimonianza del figlio Massimo che ne racconta l’esperienza futurista, quella metafisica e il grande interesse alla “spazialità grottesca”; Antonio Sant’Elia (Italia, 1970) di Vittorio Armentano, dedicato all'architetto e precursore del disegno urbano scomparso prematuramente nella Prima Guerra Mondiale; e il cortometraggio Ritmi di una stazione (Italia, 1933) di Corrado d’Errico, ritratto di una giornata nel mondo d'acciaio di una grande stazione ferroviaria sulle note di Gershwin.

Nel pomeriggio di sabato 27 febbraio, la conferenza a cura di Lorenzo Codelli (La Cineteca del Friuli, Gemona) affronterà il tema “dada, surrealismo e balletti meccanici” con la proiezione di estratti da grandi classici del cinema sperimentale prodotti da alcuni dei maggiori artisti della scena parigina negli anni delle avanguardie storiche, come Le retour à la raison (Francia, 1923) di Man Ray, Le ballet Mécanique (Francia, 1924) di Fernand Léger, Paris qui dort (Francia, 1925) di René Clair, Anémic cinéma (Francia, 1926) di Marcel Duchamp, Un chien andalou (Francia, 1929) di Luis Buñuel (realizzato con Salvador Dalì).

Terzo appuntamento, sabato 13 marzo con la conferenza su “cinema e futurismo” a cura di Carlo Montanaro (Accademia di Belle Arti, Venezia), con proiezione di estratti dai film La paura degli aeromobili nemici (Italia, 1915) di André Deed, La guerra e il sogno di Momi (Italia, 1917) di Segundo de Chomon e Giovanni Pastrone, Stramilano (Italia, 1929) di Corrado d'Errico e altri filmati di clima futurista.

Sabato 20 marzo sarà la volta del primo di due programmi dedicati a “il cinema al tempo di Carmelich”: la proiezione della slapstick comedy Golf (USA, 1922) di Tom Buckingham, Larry Semon, con il celeberrimo personaggio di Ridolini, anticiperà il lungometraggio L'Inhumaine (Francia, 1924) di Marcel L'Herbier, uscito in Italia con il titolo Futurismo e frutto di una folgorante sperimentazione su immagini in parte virate a colori e scenografie di matrice cubista (disegnate dal pittore Fernand Léger e dall'architetto Mallett-Steven).

Il secondo programma su “il cinema al tempo di Carmelich” sarà proposto sabato 27 marzo e prevede due proiezioni di evidente ispirazione fantascientifica: L'uomo meccanico (Italia, 1921) di André Deed (famoso in Italia per le comiche di Cretinetti e Saltarello); e il kolossal sovietico dell'era del muto Aelita (URSS, 1924) di Yakov Protazanov, da un romanzo di Aleksej Tolstoj, con una messa in scena che utilizza scenografie costruttiviste contrapposte a scorci realistici nella Mosca dell'epoca.

L'ultimo appuntamento della rassegna, sabato 3 aprile, sarà incentrato sul concetto di “ritmi urbani”, ovvero sulla rappresentazione cinematografica delle grandi metropoli: saranno proiettati Manhatta (USA, 1921), rappresentazione di New York intercalate da frasi tratte da poesie di Walt Whitman, realizzata dal regista Charles Sheeler con il fotografo Paul Strand; Rien que les heures (Francia, 1926) di Alberto Cavalcanti, documentario sperimentale sulla vita quotidiana a Parigi; e Berlin – Die Sinfonie der Grosstadt (Germania, 1927) del pittore e regista Walther Ruttmann, celebre sinfonia per immagini della grande Berlino degli anni Venti.

 

 

art&cinema – FUTURISTICHERIE

presentazione

 

La rassegna “art&cinema – futuristicherie” propone un percorso attraverso il futurismo, le avanguardie e il cinema al tempo di Giorgio Carmelich, prendendo spunto dall’omonima mostra espositiva al Museo Revoltella dedicata all’artista triestino nato nel 1907 e scomparso giovanissimo nel 1929. Una parabola artistica, la sua, che coincide con gli anni eroici del cinematografo e con lo sviluppo della settima arte fino alla più ampia maturità espressiva del cinema muto. La rassegna, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, prosegue nell’esplorazione delle interferenze fra il cinema e le arti visive già avviata dal Museo Revoltella in collaborazione con La Cappella Underground.

 

Punto di partenza del programma è il futurismo, prima fra le avanguardie storiche a riconoscere al cinema il suo valore innovativo e dirompente fra le arti novecentesche, tanto da essere celebrato da Filippo Tommaso Marinetti già ne “Le Parole in libertà”, e più tardi, assieme al suo gruppo, con il manifesto “La cinematografia futurista” (1916), mentre già Boccioni e Balla avevano fatto propri gli studi sul dinamismo e sulla crono-fotografia che stanno alla base del cinematografo.

 

Si conservano purtroppo soltanto poche immagini e frammenti dei film riconducibili direttamente al movimento italiano e ai suoi protagonisti (“Vita futurista” di Arnaldo Ginna, 1916; “Thais” di Anton Giulio Bragaglia, 1918, su scenografie di Enrico Prampolini), mentre l’influenza del futurismo e delle sue teorizzazioni si farà sentire, con l’esaltazione della velocità, dei ritmi urbani e della civiltà delle macchine, fino agli anni Trenta (“Stramilano” e “Ritmi di una stazione”, di Corrado d’Errico). L’eco del futurismo rimbalza però in tutta Europa, alimentando le sperimentazioni delle differenti avanguardie nei territori del cinematografo attraverso formule e temi ricorrenti che emergono filtrati attraverso il cubismo (“Le Ballet Mécanique”, 1924) o le arti astratte (“Anémic cinéma”, 1926), le intemperanze dada (“Le Retour à la raison”, 1923; “Entr’acte”, 1924, “Vormittagspuck”, 1928) o la modernità iconoclasta del surrealismo (“Un chien andalou”, 1929). Ulteriore trait d’union fra gli esponenti delle avanguardie è la passione per le slapstick comedies, ovvero il pazzo mondo delle comiche, da Charlie Chaplin a Buster Keaton, senza dimenticare Larry Semon (che in Italia fu ribattezzato Ridolini) o André Deed (più famoso nel nostro paese come Cretinetti).

 

E il futurismo è infine fonte d’ispirazione sistematica per gli scenografi e i registi che negli anni Venti, sull’onda dell’espressionismo e del costruttivismo, producono sinfonie di grandi città e inni alla vita moderna (Dziga Vertov, Walther Ruttmann, Marcel L’Herbier) così come imponenti ritratti del mondo che verrà (“Aelita”, 1924; “Metropolis”, 1927). Tendenze e inclinazioni che non potevano passare inosservate all’occhio attento, da consumatore onnivoro di arte e cultura in tutte le più svariate occasioni, di Giorgio Carmelich, come testimoniato dalle lettere scambiate in quegli stessi anni con l’amico Emilio Dolfi.

 

 

 

organizzazione:

centro ricerche e sperimentazioni

cinematografiche e audio/visive

La Cappella Underground

 

si ringrazia per la collaborazione:

Archivio Carlo Montanaro Venezia

Cinecittà Luce SpA

La Cineteca del Friuli

Museo del Cinema di Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

art&cinema – FUTURISTICHERIE

programma

 

sabato 20 febbraio 2010 - ore 17.30

presentazione del dvd “Futurismo 1909-2009” (Cinecittà Luce SpA)

con proiezione dei documentari e film

Il futurismo (Italia, 1974) di Vittorio Armentano

Carrà (Italia, 1993) di Gisella Pagano

Antonio Sant’Elia (Italia, 1970) di Vittorio Armentano

Ritmi di una stazione (Italia, 1933) di Corrado d’Errico

 

sabato 27 febbraio 2010 - ore 17.30

dada, surrealismo e balletti meccanici

a cura di Lorenzo Codelli (La Cineteca del Friuli, Gemona)

con proiezione di estratti dai film

Le retour à la raison (Francia, 1923) di Man Ray

Le ballet Mécanique (Francia, 1924) di Fernand Léger

Paris qui dort (Francia, 1925) di René Clair

Anémic cinéma (Francia, 1926) di Marcel Duchamp

Un chien andalou (Francia, 1929) di Luis Buñuel

 

sabato 13 marzo 2010 - ore 17.30

cinema e futurismo

a cura di Carlo Montanaro (Accademia di Belle Arti, Venezia)

con proiezione di estratti dai film

La paura degli aeromobili nemici (Italia, 1915) di André Deed

La guerra e il sogno di Momi (Italia, 1917) di Segundo de Chomon e Giovanni Pastrone

Stramilano (Italia, 1929) di Corrado D'Errico

e altri filmati di clima futurista

 

sabato 20 marzo 2010 - ore 17.30

il cinema al tempo di Carmelich

Golf (USA, 1922) di Tom Buckingham, Larry Semon

L'Inhumaine (t.i. Futurismo, Francia, 1924) di Marcel L'Herbier

 

sabato 27 marzo 2010 - ore 17.30

il cinema al tempo di Carmelich

L'uomo meccanico (Italia, 1921) di André Deed

Aelita (URSS, 1924) di Yakov Protazanov

 

sabato 3 aprile 2010 - ore 17.30

ritmi urbani

Manhatta (USA, 1921) di Paul Strand, Charles Sheeler

Rien que les heures (Francia, 1926) di Alberto Cavalcanti

Berlin – Die Sinfonie der Grosstadt (Germania, 1927) di Walther Ruttmann

 

 

 

si ringrazia per la collaborazione:

Archivio Carlo Montanaro Venezia

Cinecittà Luce SpA

La Cineteca del Friuli

Museo del Cinema di Torino

 

 

 

 







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