Museo Revoltella


Trieste [15 giugno 2006, ore 19.00]
Paesaggi e giardini nell'opera di Carlo Scarpa, arch. Domenico Luciani
quinto piano

ALL’OMBRA DELLE MUSAE IN FIORE TRA BELLEZZA E MEMORIA: SCORCI DI PAESAGGI INTESSUTI DI VERDE NEI LUOGHI DELLE MUSAE Il Museo Revoltella inaugura la stagione estiva di incontri su arte letteratura e musica con tre conferenze dedicate a giardini e paesaggio. A far da cornice saranno gli spazi scarpiani e il rinnovato allestimento del quinto piano della galleria, con l’accogliente terrazza dove sorseggiare un aperitivo. Un filo di verde introdurrà i percorsi museali di giugno: dall’approccio immediato e più familiare ñ i giardini storici triestini - agli itinerari tra tempo e spazio nel paradeisos islamico, sino alla riflessione sul “governo del paesaggio” mediata dal pensiero di Carlo Scarpa. Il primo incontro DOMENICO LUCIANI Paesaggi e giardini nell'opera di Carlo Scarpa Giovedì 15 giugno, ore 19, sale del quinto piano Assieme ad alcune celebrità riconosciute universalmente come il toscano Piero Porcinai, Carlo Scarpa è, secondo Luciani, uno dei due-tre inventori di spazi aperti del è900. Nel suo catalogo figurano innumerevoli soluzioni studiate dall’architetto per le aree adiacenti l’architettura, sempre diverse e sempre fortemente caratterizzate dal suo gusto per la ricerca di preziosità, di assemblaggi inediti, di richiami all’antico e all’oriente. Famosi alcuni giardini collegati a musei, come quello della Fondazione Querini Stampalia di Venezia o quello che si attraversa per entrare nel Museo di Castelvecchio di Verona, ma un fascino ancor più singolare esercita il rapporto con la natura che l’architetto è riuscito a “disegnare” inventando lo straordinario complesso della Tomba Brion di San Vito di Altivole. Dunque un uso del verde in funzione simbolica e come elemento inseparabile dall’architettura. Architetto, urbanista, paesaggista, Domenico Luciani è una personalità molto nota nel mondo della cultura veneta. Si è formato nell’Istituto di Architettura di Venezia della seconda metà degli anni Cinquanta, a contatto con le personalità eminenti dell’architettura e dell’urbanistica italiana. Ha compiuto molteplici esperienze nel campo della politica culturale e territoriale. Ha progettato e realizzato opere di architettura pubblica e privata, e collaborato negli anni ‛60 all’elaborazione di alcuni piani urbanistici, tra i quali Venezia e Treviso; ma il centro d’interesse della sua attività professionale è la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, di economia della cultura, in particolare di paesaggio, di governo delle trasformazioni dei paesaggi. Studia metodi e strumenti per la conoscenza e la salvaguardia del patrimonio di memoria e di natura dei luoghi e li ha applicati fin’ora in vari laboratori sperimentali, tra i quali quelli dedicati al Barco Cornaro in Altivole, all’isola Polvese del lago Trasimeno, alle mura e acque della città di Treviso, all’ex ospedale psichiatrico San Giovanni a Trieste, alla Villa Manin di Passariano, alla rocca di Spoleto, ai paesaggi minerari del Sachsen-Anhalt. Dirige dal 1987 la Fondazione Benetton Studi Ricerche, della quale coordina le attività di documentazione (biblioteca, archivio), il lavoro scientifico e formativo (i corsi annuali sul governo del paesaggio e del giardino, i laboratori di sperimentazione), le pubblicazioni (dirige, con Lionello Puppi, la collana “memorie”). Dal 1990 coordina il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino. Ha curato, tra gli altri volumi: Il governo del paesaggio e del giardino/Garten Landschaft Wahlverwandtschaften. Itinerario nell’area germanica, 1993; Scandinavia. Luoghi, figure, gesti di una civiltà del paesaggio, 1998 (con Luigi Latini), Premio Hanbury 1998; Luoghi, forma e vita di giardini e di paesaggi, 2001, Premio Hanbury 2001. Ha pubblicato saggi e articoli in varie riviste italiane e straniere, e in numerosi atti dei convegni ai quali ha partecipato. Ha fondato il Centro Internazionale per la Civiltà dell’Acqua. … membro di vari comitati scientifici internazionali che seguono la trasformazione dei paesaggi europei. Ha partecipato all’esperienza dell’IBA Emscher Park nella Ruhr e sta seguendo esperienze tedesche e polacche nei paesaggi postminerari. Lavora da alcuni anni al tema della nebulosa insediativa del Veneto centro-orientale (“città diffusa”), in particolare alle questioni dell’insediamento e della mobilità. Ingresso libero; aperitivo in terrazza





© %ANNO% Museo Revoltella, Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura