Museo Revoltella
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Trieste [11 febbraio 2006, ore 20.30]
Revoltella Jazz - Marco Tamburini Quintet
Auditorium

Marco Tamburini Quintet Marco Tamburini - tromba, flicorno Stefano “Bedo” Bedetti - sax tenore Marcello Tonolo - pianoforte Cameron Brown - contrabbasso Billy Hart - batteria Sarà l’eccezionale concerto del Marco Tamburini Quintet ad aprire la rassegna “Revoltella Jazz”, promossa dal Civico Museo Revoltella in collaborazione con la Casa della Musica. Sabato 11 febbraio 2006 alle ore 20.30 presso l’auditorium di via Diaz 27, il trombettista Marco Tamburini, presenterà infatti il suo nuovo CD “Frenico” (Caligola 2072), uscito a Gennaio. Sarà accompagnato da un quintetto davvero strepitoso, composto da musicisti riconosciuti a livello internazionale, e il suo nuovo album è frutto del lavoro di questo gruppo ormai consolidatosi dopo tre lunghe tournèe. L’emiliano Tamburini non è soltanto solista di spicco del jazz italiano, ma è molto ricercato anche nell’ambito della musica leggera, dove ha collaborato con Vinicio Capossela e Lorenzo Jovanotti. Ha inciso molti dischi come leader. Nel 2002 ha pubblicato per la prestigiosa etichetta francese Dreyfus il disco "Why Not", inciso come direttore musicale del gruppo "Massive Groove”. Da qualche tempo collabora stabilmente con Christian Escoudé, Eddie Henderson ed Eumir Deodato. Tra i componenti del quintetto, che suonerà al Revoltella, spicca il monumentale batterista Billy Hart vero e proprio maestro del “drumming” contemporaneo. Oltre ad un lungo e fortunato sodalizio con Stan Getz, tra le sue collaborazioni ricordiamo quelle con Gil Evans, Miles Davis, Lee Konitz, Herbie Hancock, McCoy Tyner. Divenuto poi a pieno titolo membro stabile della band di Tamburini, Hart ha voluto al suo fianco una “spalla” collaudata, il contrabbassista granitico e fantasioso, dotato di un sicuro senso dello swing com’è Cameron Brown, jazzista che ha collaborato con Archie Shepp Art Blakey, Mal Waldron, Steve Lacy. Completano la formazione l’amico Marcello Tonolo, pianista solido ed inventivo, compagno di moltissime avventure del trombettista emiliano (fra cui il quintetto con Roberto Rossi ed un delizioso duetto), ed il giovane “esplosivo” sassofonista Stefano “Bedo” Bedetti, un talento fuor del comune il suo, che attende soltanto la giusta occasione per fare il suo trionfale ingresso nel “gotha” del jazz italiano. Un vero e proprio gruppo insomma, che ha ancora davanti ampi margini di crescita, e di cui “Frenico” rappresenta un significativo spaccato, anche se solo il primo episodio di un percorso artistico personale, di cui non tarderemo a raccogliere preso altri succosi frutti. Biglietto ingresso: intero € 7,00 ñ ridotto € 4,00 Prevendita biglietti: call center Charta 199.112.112 Marco Tamburini nato a Cesena nel 1959, vive a Bologna. Non è soltanto solista di spicco del jazz italiano, ma è molto ricercato anche nell’ambito della musica leggera, dove ha collaborato con Vinicio Caposala e Lorenzo Jovanotti. Ha inciso molti dischi come leader. Nel 2002 ha pubblicato per la prestigiosa etichetta francese Dreyfus il disco "Why Not", inciso come direttore musicale del gruppo "Massive Groove", che comprende, fra gli altri, il trombonista Roberto Rossi, Marcello Tonolo ed il sassofonista Piero Odorici. Dirige un quintetto in cui è affiancato ancora da Roberto Rossi e Marcello Tonolo. Da qualche tempo collabora stabilmente con Christian Escoudé, Eddie Henderson ed Eumir Deodato. Stefano “Bedo” Bedetti classe 1973, studia da autodidatta e grazie al suo grande talento si mette in luce giovanissimo, chiamato da professionisti del calibro di Antonio FaraÚ, Gigi Cifarelli, Paolo Dalla Porta. Ma collabora anche con jazzisti americani come Jimmy Owens, George Cables e Greg Osby. Viene chiamato da Giulio Capitozzo per incidere con i nuovi “Area” ed entra a far parte dei “Jestofunk”, notissimo gruppo italiano di acidñjazz. Il suo quartetto è fra i sei finalisti di un concorso, riservato ai nuovi talenti del jazz italiano, indetto da Porsche Italia nell’ambito del Festival di Padova. Marcello Tonolo (Mirano, classe 1955), sin dalle prime importanti esperienze in un quartetto dov’era affiancato dal fratello Pietro ai sassofoni, s’è fatto apprezzare per la solidità ritmica ed il gusto musicale. Ha suonato con i più importanti jazzisti italiani ed ha accompagnato molti maestri americani, da Chet Baker a Jack Walrath, da Lee Konitz a Gary Bartz, solo per fare qualche nome. All’inizio degli anni ’90 è stato fra i fondatori della Keptorchestra ed ha poi guidato la GAP Band ed il gruppo Music On Poetry. Marcello dirige da qualche anno la Thelonious Monk Big Band, orchestra che nasce all’interno dell’omonima scuola jazz di Dolo. Cameron Brown nasce a Detroit nel 1945 ed incide a soli vent’anni con il pianista-compositore George Russell. Suona quindi in trio con Don Cherry ed approfondisce lo studio del contrabbasso con Ron Carter e Dave Holland. Insegna a New York, e qui incontra il trombonista Roswell Rudd, che lo vuole nel suo gruppo. Nel 1975 viene scritturato da Archie Shepp, con cui incide importanti dischi e compie numerosi tour europei. Suona quindi con Art Blakey, Mal Waldron, Steve Lacy, Don Pullen, ma tutta la sua carriera è costellata di importanti collaborazioni, venendo richiesto soprattutto per la sua straordinaria abilità di accompagnatore. Billy Hart (Washington, 1940) esordisce nel 1960 con la pianista-cantante Shirley Horn. Suona quindi con l’organista Jimmy Smith e col chitarrista Wes Montgomery sino alla sua scomparsa (1968). Accompagnatore solido e fantasioso, ma soprattutto duttile, Hart sa passare da Pharoah Sanders a Herbie Hancock, da Marian McPartland a McCoy Tyner. Dopo un lungo e fortunato sodalizio con Stan Getz, si dedica sempre di più all’attività di free-lance, passando da Gil Evans a Michel Petrucciani, da Miles Davis a Lee Konitz. Un altra collaborazione duratura sarà quella con David Liebman. Simile a Billy Higgins nel gioco dei piatti, Hart eccelle nell’uso delle spazzole ed è molto richiesto dalle big-band.



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